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L'odore, la scarsa luce, quell'aria da privata catacomba umida e fredda anche in Agosto, hanno fatto della cantina un posto magico da quando eravamo bambini.
Anche un luogo di prima iniziazione, con i primi sorsetti al mosto che ti facevano sentire un pezzo avanti, prima che anche a te toccasse il bicchiere a tavola con due dita di vino vero. Nero che tingeva le bottiglie.
Il vino duro dei padri, quello che dormiva nelle botti grandi, fatto nei tini enormi dove ci si può fare anche qualche passo, a volerci entrare...
Sono la memoria delle grandi produzioni del passato.

Adesso in cantina mettiamo un po' di ordine e si fa qualche pulizia per rendere più agevole e rapido il lavoro. Soprattutto per chi, come noi, non risiede qui e fa il pendolare del vino tra Cilento e Nord-Europa.

Le nuove botti sembrano sparute ed anche spaurite in mezzo ai cimeli.
Sono arrivate tutte incellofanate che sembravano due ballerine in tubino.
Leggere signorine fuori luogo, piovute in piena provincia da una lontana capitale del vino.

Comunque sia, lì ci dormono il Faucetana e il Maccarone.
                                                            Vino Maccarone - LAURINO